Back in Black


Malinconia, soddisfazione, consapevolezza e sopratutto rabbia. Su suoni prevalentemente della nuova generazione Venom riporta tinte scure in controtendenza col genere del momento, attraverso uno stile di comunicazione aggressivo, a tratti diretto e incisivo, a tratti profondo e complesso. Un vero e proprio ritorno al nero questo primo lavoro interamente prodotto e mixato da Djinmaster, con collaborazioni di tutto il collettivo, in cui il rapper mascherato di origine sconosciute si racconta, presentandosi nella traccia di apertura (Back in black), raccontando sconfitte e vittorie della sua “altra vita”(Giorno1), analizzando l’insoddisfazione nonostante i successi(Malessere), senza risparmiare pezzi dissacranti(Inferno) e attacchi alla scena(Hit estiva). È il primo lavoro in assoluto dell’artista, che paga ogni tanto l’ignoranza (nel senso di mancata conoscenza) della parte musicale, ma che riesce nello scopo che si propone, cioè di analizzare l’insoddisfazione di una persona che ha raggiunto il successo(che sia questo lavorativo, personale o di qualsiasi tipo), soffermandosi sugli aspetti più scuri, non limitandosi alla ‘vida loca’.

“Il fascino del male senza autocompiacimento”.