With A Star In The Brain


Achille Succi, Clarinetti

Gino Zambelli, Bandoneon
Marco Tiraboschi, Chitarra
Fabrizio Prando, Chitarra
Simone Prando, Contrabbasso e Composizioni

Grottino Records & NOTWORK.PRD
Il 29 aprile 2016 mi scoprono un tumore al cervello. Ad esattamente un anno da questo fatto entro in studio ed incido WITH A STAR IN THE BRAIN. Questa è la storia di questo disco. (Simone Prando)

tratto dal mio blog:
“…Durante quest’anno ho scritto, scritto, scritto… musica ovviamente, tanto che, ad esattamente un anno dalla prima crisi epilettica (29 aprile 2016), che ha scatenato tutto sto casino, sono entrato in studio, sbattendomene della mano che ancora non avevo a posto, invitando Gino Zambelli col bandoneon, Marco Tiraboschi con la chitarra, Achille Succi col clarinetto, mio fratello (Fabrizio) con l’altra chitarra, e io col contrabbasso e abbiamo registrato. Tutto senza nemmeno una prova. Se non che avevo mandato le parti tempo prima e tutti hanno avuto modo di guardarsele, anche se c’era un’atmosfera tale in quello studio (Digitube studio, a Mantova, dal caro Carlo Cantini) che sicuramente sarebbe uscita della musica straordinaria lo stesso. I titoli dei pezzi riguardano la storia di quest’anno: AFASIC, FLATLANDIA, SEPTEMBER, OPPORTUNITY, THE LIMPING CAMEL, EPILEPSY e infine WITH A STAR IN THE BRAIN…
AFASIC è un pezzo “incasinato”, che col tempo si “ordina” da se… (quella che sentite in sottofondo). E’ esattamente quello che prova un afasico nella sua testa, all’inizio un gran rumore di fondo, anche se su una base (bandoneon) che sta lì e rappresenta il fatto che tu capisci tutto, però non riesci ad esprimerlo, poi entra il basso ed è sempre più chiaro il disegno del bandoneon, quindi parte la prima frase (suonata anche dall’amico violinista Vincenzo Albini) che rappresenta la difficolta di voler dire qualcosa che abbia senso, e finalmente ce la fai… poi ancora rumore… poi la seconda frase… poi ad un certo punto rimane da solo il basso e comincia a riordinarsi tutto!
FLATLANDIA, invece, è ispirato al libro di Abbot. E per me ha un valore di “punti di vista”, ogni tanto bisogna fermarsi e guardare le cose come se si fosse vergini del mondo, e quindi accettare altre dimensioni e forme, e questo è quello che ho fatto io “grazie” a questo tumore…
SEPTEMBER è quando abbiamo avuto finalmente un mese di pausa da tutte le cure, terapie. E siamo stati a Cervia. Quei posti mi fanno venire in mente le feste in piazza romagnole e i complessi di liscio, quindi ho scritto un tango, ma non un tango normale, sentirete…
OPPORTUNITY è quello che fin da subito mi sono detto per sopravvivere col sorriso a questa storia, un opportunità di crescita.
THE LIMPING CAMEL riguarda un sogno che ho fatto a Torino, dove ero un grosso dromedario con la gobba sotto la pancia (si, diciamolo, avevo un attacco di diarrea dovuto alle radioterapie e chemio assieme…), il fatto poi che è zoppo questo dromedario (limping) è perché avevo una gamba che retrocedeva per colpa ancora delle radio, perché mi infiammavano la zona della gamba, e per mettere in musica “sta roba” ho pensato ad un ritmo zoppo più un aria mediorientale…
EPILEPSY è la storia del mio primo attacco epilettico. All’inizio tranquillamente sul divano, poi diventa sempre più un ritmo e un’armonia complicata sui soli, per finire con un solo di chitarra elettrica con distorsori che va via sfumando, il che rappresenta la mia perdita di coscienza.
WITH A STAR IN THE BRAIN, dove io non suono, è solo un canovaccio, dove ho chiesto ai miei amici di suonare a soggetto, quindi alle chitarre di accompagnare con armonici liberi, al clarinetto e bandoneon invece che avevano sotto gli occhi una “parvenza” di tema di andare “a cuore”. E proprio grazie a questo, chiamiamolo espediente, ho voluto sentire cosa uscisse, e mi sono reso conto che sembrava lo spazio infinito… quindi come dice la poesia della Dickinson che ho inserito nel libretto: “THE BRAIN is wider than the sky (…)”, “il cervello è più ampio del cielo…”


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