Mythos: un ritorno alle proprie origini attraverso un’inedita avventura musicale.


I Kaiorda sono un gruppo musicale formato da otto componenti. Nel corso dei loro concerti e delle loro rappresentazioni teatrali coinvolgono gli spettatori in un viaggio musicale ed emozionale dove passato e presente, musica e teatro, recitazione e danza si fondono per dar vita ad una dimensione evocativa e introspettiva che ha l’obiettivo di riscoprire e di riportare alla luce tradizioni culturali antiche e sopite ma mai del tutto scomparse.

Nel corso di queste settimane il gruppo siciliano si sta esibendo in tutta Italia mettendo in scena il suo terzo spettacolo teatrale intitolato Mythos.

Nel creare questo spettacolo, i Kaiorda si sono voluti confrontare con il tema della ricerca delle Origini, un aspetto di preponderante attualità in una società sempre più connessa  in cui le forze della globalizzazione e  canali di comunicazione sempre più potenti e facili da utilizzare nel creare nuovi punti di contatto tra  le persone, hanno anche l’effetto di farci perdere il contatto con le parti più arcane e antiche delle propria cultura, e quindi anche con sé stessi.

“Mythos” affronta questo tema guardando indietro e in profondità, fino alla sostanza mitica della Sicilia, una terra privilegiata da questo punto di vista. Il mito come racconto sacro della nascita fa risuonare le sue corde più antiche, e il teatro torna alle origini come luogo di contemplazione misterica e di meraviglia.

Il risultato è un viaggio emozionale, un’inedita avventura nel segno dell’inscindibile legame tra musica, teatro e danza, mescolando l’italiano al siciliano, utilizzando le geometrie della danza contemporanea e accostando linguaggi musicali diversi: il sound mediterraneo prevalente è mescolato a ritmi antichi e moderni e costituisce la base di un dialogo serrato di voci e timbri strumentali che coinvolge lo spettatore anche grazie ad echi e suggestioni della musica colta.

Racconto
Un viandante sta per intraprendere un viaggio che lo porterà lontano dalla sua Isola: non ha più le forze per restare in una terra che ama, ma che lo costringe a lasciarla. Come in un sogno, si ritrova a seguire le trame di personaggi e miti di un passato antichissimo che è a lui sconosciuto, e che è tuttavia immanente nei luoghi familiari in cui è nato e cresciuto.

Il primo filo lo conduce al mito delle Grandi Madri Demetra e Kore e al grano simboleggiato da Kore stessa, che a ogni primavera rinasce lasciando il suo sposo negli inferi.
Il filo si dispiega poi con la storia delle tre ninfe che generarono la Sicilia e con Colapesce che regge ancora una delle sue colonne.
Il viaggio continua con il mito del dio Pan che spaventava i passanti nei meriggi. Esso personifica il panico come quella condizione in cui l’uomo perde contatto con la natura stessa e la parte di Sé più intima e vera.

La nutrita schiera dei miti legati alle divinità della natura (fauni, ninfe, nereidi) che popolavano i boschi e le acque è rappresentata, nello spettacolo, dal mito di Aci e Galatea, raccontato da Ovidio che certamente conosceva il Ciclope innamorato dell’Idillio XI di Teocrito.
In seguito, il racconto conduce il viandante alla sibilla lilibetana. Vittima di un Dio che la voleva per sé, la sibilla si consumò fino a diventare sola voce che dispensava vaticini agli uomini.
Il viaggio ha termine con la dea Athena che tutela gli eroi e che è lei stessa tessitrice delle trame della vita. Ella mostra al viandante la soluzione del dilemma che lo affliggeva all’inizio del viaggio (“terra mia, picchì t’aiu a lassari?”).

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4 ore 26 minuti fa

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2 giorni 8 ore fa

Kaiorda updated their cover photo.