Odyssey, un album di debutto dalle caratteristiche molto varie


Il quartetto torinese si presenta al pubblico con Odyssey, un album di debutto dalle caratteristiche molto varie, con una durata complessiva del LP di quasi un’ora. Ad aprire le danze c’è Midgar, una canzone dalle particolarità ibride, composta da tratti classicheggianti a richiami di puro Metal. Da notare inoltre le influenze progressive, presenti nella canzone attraverso armonie di chitarre, cambi di tempo e di mood. Ma subito dopo si cambiano le carte in tavola con The Age Of Gold, il vero inno di tutto l’album. Prettamente di taglio Pop, qui si sente lo zampino del cantante e frontman Edoardo Piazzola che riesce a strutturare ritornelli cantabili e melodie radio friendly. Con Spatent Rider si ritorna al Trash anni ’80-’90: palm muting, doppio pedale e ritornelli in growl, forse l’unico neo presente all’interno dell’album che fa da contrasto rispetto alle altre canzoni. Time To Say Goodbye e Nothing Gonna Stop Me riprendono l’impronta del genere easy, la prima con i tratti alla Muse, l’altra dalle sonorità più elettroniche, dal quale si riesce a respirare l’odore di hit estiva. Con The Gate Of Hell, la tinta si colora di Glam con liriche misogine e allusioni prettamente sessuali. Se Painless evidenzia il lato tenero della band, attraverso una Rock Ballad ricca di orchestrazioni, The Play risalta il lato prettamente sperimentale, mischiando riff massicci con synth dal sound spaziale. Walter White sottolinea il lato nerd del gruppo, mescolando citazioni a Breaking Bad con il sound dei Placebo. A chiudere il cerchio c’è la title track dell’album: Odyssey. Una Rock Opera dalla lunga durata di quasi otto minuti e mezzo, dove si conclude il viaggio con melodie malinconiche al pianoforte e ritornelli struggenti che richiamano a forte voce Itaca, l’amata madre patria di Ulisse. La dinamica dell’interno album è complessivamente molto ampia, si spazia da sonorità prettamente di genere Metal, come Midgar, Spatent Rider e The Play, a sonorità più Pop come The Age Of Gold, Time To Say Goodbye e Nothing Gonna Stop Me. L’amalgama di queste due impronte riesce a caratterizzare bene il gruppo, inquadrandolo su una linea Alternative, riuscendo a trovare un equilibrio tra la pesantezza dei suoni alla dolcezza delle voci.

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