Da oggi è disponibile il videoclip di “Spain”, secondo brano tratto dall’album d’esordio da solista del chitarrista lucano Marcello De Carolis “The Eclectic Beating – Contemporary Music for Chitarra Battente” (pubblicato dall’etichetta Da Vinci Classics, clicca qui per acquistare): è la trascrizione di uno dei brani più celebri del repertorio jazz e rappresenta l’apertura della chitarra battente al linguaggio internazionale del jazz, per rendere omaggio al grande pianista e compositore Chick Corea scomparso lo scorso 9 febbraio e all’incantevole paesaggio lucano di Laurenzana, luogo dove è stato girato il videoclip (regia di Vito D’Andrea). A breve partirà il tour estivo.

“Il videoclip di Spain si distacca un po’ dalla classica idea di un videoclip musicale – racconta Marcello De Carolis -. Un brano magico, che ha segnato la storia di Chick Corea e del jazz, necessita location e idee particolari. Così con Vito D’Andrea abbiamo scelto un posto magico, il castello di Laurenzana. La scelta di girarlo in questo luogo è dovuta innanzitutto al legame con il mio paese di origine, ma anche a voler fare un parallelismo tra la modernità che ha simboleggiato il castello nel medioevo e la chitarra battente: partire dal passato per volgersi al futuro. E dalla sua posizione strategica e dominante abbiamo deciso di valorizzare la chitarra battente, i musicisti, Luca Fabrizio all’ukubass, Luciano Brancati al Cajon, Domenico Picciani al flauto, il paesaggio e la vista mozzafiato del castello di Laurenzana. Le note di Spain diventano così il collante, il narrare di una storia, e non un semplice sottofondo a delle immagini. Ringrazio il partner del video, la Banca BCC Basilicata e il Patrocinio gratuito del comune di Laurenzana.”
L’album (ascolta qui) raccoglie il lavoro fatto in questi ultimi anni dal chitarrista lucano per la chitarra battente solista, un disco eterogeneo che vuole rappresentare le diverse sfaccettature della Chitarra Battente moderna: “con questo disco assistiamo alla nascita, non di un nuovo strumento, ma di una sua rigenerazione che salda un passato remoto e “orale” a un presente vivo e garantito dalla scrittura.”, scrive il Maestro Angelo Gilardino nelle note di copertina. Si passa dalla musica colta di Angelo Gilardino, il primo compositore colto che abbia mai composto per chitarra battente, con quattro movimenti del concerto di Matera (l’Andante molto calmo, l’Adagio l’Allegretto, il Vivo e capriccioso) e il brano Albero solitario, alle musiche di Francesco Loccisano (“Clizia”, accompagnato dal videoclip – GUARDA QUI – e “Argento”), l’innovatore della chitarra battente che ha creato uno stile del tutto personale che ha rivoluzionato il suono della chitarra battente solista, fino ad arrivare al jazz con una trascrizione di Marcello De Carolis di Spain di Chick Corea. L’album chiude con Gocce. Si tratta di una composizione di Marcello De Carolis che esprime una sua visione un po’ “distorta” della chitarra battente.
Le note di copertina sono a cura del Maestro Angelo Gilardino, qui un estratto: “Il programma di questo Cd riflette fedelmente il progetto avviato alcuni fa anni da Marcello De Carolis, giovane virtuoso di chitarra classica attratto della cultura popolare della sua regione di nascita, la Lucania, non ha dovuto percorrere lunghe distanze per scoprire il suono della chitarra battente ed entusiasmarsene. Strumento identificato con la musica delle feste di paese, sia nei canti sia nelle danze, la chitarra battente – non meno calabrese che lucana – affonda le sue radici in un’antichità in cui storia e mito si confondono, e anche quando i documenti sono in grado di offrirci notizie precise circa i liutai che se ne occupavano – quali i leggendari maestri della dinastia De Bonis di Bisignano, l’identità musicale di questo strumento resta circonfusa da un’aura mitica. Del tutto priva di repertorio colto, non fu però soltanto uno strumento del popolo, e anzi certi esemplari sopravvissuti, risalenti al secolo scorso, ostentano lavorazioni pregevolissime: ma di musica scritta, non si conosce nulla…In conclusione, assistiamo in questo disco alla nascita, non di un nuovo strumento, ma di una sua rigenerazione che salda un passato remoto e “orale” a un presente vivo e garantito dalla scrittura. Chissà che cosa ha in serbo il futuro per la chitarra delle fiere e dei rudi baccanali campestri del meridione d’Italia…”
