Erick Nicolas Sousa Panini, in arte Erick Panini, nasce a Rio de Janeiro (Brasile) il 12 Marzo 1996 dove vive i suoi primi due anni. Nel 1998 si trasferisce insieme alla madre in Italia e acquisisce il cognome Panini grazie all’adozione da parte del nuovo padre che lo crescerà praticamente da solo dopo che la mamma decide di andarsene di casa quando lui aveva solo 7 anni pur mantenendo rapporti saltuari, ancorché sporadici, con il figlio e pur nell’avergli procurato sofferenza con una crescita violata da un vero e proprio abbandono.
Fin dai tempi dell’asilo Erick mostra di avere ottime capacità canore e si esibisce spesso come solista alle feste di fine anno e in vari saggi scolastici.
Dopo una breve carriera giovanile nell’atletica leggera (nel settore della velocità) abbandona i suoi hobbies per dedicarsi completamente al canto e a 16 anni inizia a studiare privatamente armonia, solfeggio e pianoforte riuscendo anche a concludere il suo percorso scolastico al liceo artistico.

Da sempre i primi sostenitori morali e materiali di Erick sono i nonni, i genitori, cioè, del padre adottivo Renato (Panini), che non hanno mai smesso di credere nelle doti del nipote e nelle sue indubbie qualità, non senza comunque rilevare che dal 2013 Erick, proprio per non pesare troppo sulla famiglia, lavora in un locale di Reggio Emilia come barman.
el 2014 Erick vince il premo “Miglior Voce” al Verona Pop Festival e, cosa ancora più importante, partecipa al Festival di Castrocaro trasmesso in diretta in prima serata su Rai 1 arrivando fino alla finale e venendo premiato come “Volto Nuovo” dopo aver interpretato, oltre all’inedito dal titolo “E ho trovato te”, la cover “Sere nere” di Tiziano Ferro con la quale dà prova di tutte le sue qualità canore.
Erick ha un timbro caldo e morbido specialmente nelle note basse ma grazie alla sua notevole estensione riesce a essere incisivo e coinvolgente anche attraverso i colori più acuti tenendo conto che possiede un ottimo controllo del falsetto e della ‘voce di testa’.
Queste caratteristiche lo rendono consapevole che sono ancora tante le cose sulle quali lavorare per ‘alzare l’asticella’, per cui riprende nuovamente il percorso di ricerca studiando jazz al Conservatorio di Reggio Emilia per 3 anni e proseguendo privatamente la cura della sua voce ed è grazie all’approfondimento di ogni tema che si appassiona al ‘rap’ e comincia, finite le scuole superiori, a produrre beat e ‘presenza’ su quella che è l’onda musicale del momento, la ‘trap’, iniziando a lavorare a progetti sempre più seri e distinguendosi per le sue caratteristiche vocali oltre, ancora di più, al suo caratteristico modo di scrivere ora poetico ora drammatico con cui, però, non offusca mai la speranza di positività verso un futuro migliore.
