Jennifer


Dalle prime note 3rd root ci porta in un mondo di suoni e ritmi di grande fascino, potenza e sensualità. Si percepisce immediatamente il carattere africano che pregnerà poi tutto l’album come elemento che riesce ad amalgamare le varie influenze di questa musica, le tre radici culturali a cui fa riferimento il titolo, che si sono incontrate in Messico(paese d’origine dell’artista): sud Europa, civiltà precolombiane ed appunto Africa.

Troviamo quindi in Wulu Gne e Soubounikoum, i primi due brani, un impasto di ritmi potente e trascinante, sapientemente interpretato dai tre della ritmica: Pietro Valente alla batteria, Alvise Seggi al basso e Dudù Kouatè alle percussioni.
Affascinanti sono Xanath e Voice of Jungle dove l’incredibile tessitura di suoni e colori crea atmosfere davvero magiche sempre esaltate dalla peculiare e viscerale vocalità di Jennifer.
Tochtli Meztli è una ballata di incredibile dolcezza.
Mujer Aguila Jaguar è un pezzo sciamanico di straordinaria potenza, capace di evocare una forza dal sapore ancestrale.
L’album si chiude con La Llorona un tradizionale messicano ottimamente interpretato.

Che dire, il lavoro ha tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un grande album: pathos, fascino, un suono fresco e un impatto emotivo straordinario.
Tenete a mente il nome Jennifer Cabrera Fernandez, ne sentiremo parlare.

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