Tenero Dice


È un brano che ho scritto circa una decina d’anni fa e che è rimasto a invecchiare, come un vino fatto in casa. I versi di questa canzone hanno preso vita quando nei primi anni del nuovo millennio sono apparse le emoticon, espressione sintetica di stati d’animo. Subito la mia mente volò ai miei disegnini sui quaderni delle elementari che raffiguravano il mondo fuori e dentro di me. Non so perché non l’ho pubblicata prima questa canzone. In questi mesi ho pensato di volerla proporre perché le “faccine strane” sostituiscono ormai quasi completamente le persone. L’ho RI cantata e RI arrangiata.

Ad arricchire il brano c’è la voce di Mimmo Cavallo – cantautore e autore dei grandi della canzone italiana (Zucchero, Fiorella Mannoia, Mia Martini, Loredana Bertè, Gianni Morandi, Ornella Vanoni) – compagno da sempre di testi e tasti dolenti, nolenti e divertenti. Duettiamo come usignoli stagionati. Col tempo si diventa più saggi ed equilibrati, o quantomeno si presume di esserlo. Gli occhi fanno posto agli occhiali, ma i disegnini restano tali e quali: innocenti, malinconici e curiosi. Ogni stagione è sempre l’alba di una nuova giovinezza. Nuovi dolori e nuovi entusiasmi. Fermate e ripartenze. L’intero album – mi piace ancora chiamarli così i cd – che uscirà prossimamente, è intimista, scritto in prima persona singolare e si confessa tramite i ricordi che velano una persistente nota nostalgica per il passato e le occasioni perse. Ho cercato di scrivere un album onesto, sincero, vero. L’ho scritto suonato e arrangiato a casa mia, proprio come il vino della casa di cui parlavo prima. Qualche amico mi ha dato una mano in alcuni brani. L’album non vuole essere un’elegia del passato, ma un semplice archivio di ricordi, dove la memoria mette in fila e in ordine sparso avvenimenti, situazioni e invenzioni. Esperienze in cerca di un significato nuovo che altrimenti sfuggirebbe leggendo una pagina per volta la biografia della mia generazione. Ora è arrivato il momento di farvi sapere cosa Tenero dice.


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