Cenere


Se mi chiedi cosa penso quando penso all’album “Cenere”, di sicuro ti risponderei la grandissima tranquillità che mi hanno trasmesso le prime due canzoni. Sia per merito della sua voce, che per la base strumentale, che per la maggior parte si sviluppa intorno al binomio pianoforte-batteria, le due canzoni mi hanno rilassato particolarmente. La stessa atmosfera è ripresa nella canzone “Astri nascenti” e “Voliamo”. Ci sono poi due pezzi del tutto diversi, in cui Ocelot vuole mostrare anche altre sue doti e la sua tecnica. In “Non mi arrendo” si esibisce in un extrabeat ben riuscito, mentre in “Parla parla” usa un flow molto più strafottente in cui si percepisce un tono di superiorità.

Nel complesso, è un album abbastanza vario e valido. I testi sono ben studiati e riesce ad articolare bei discorsi e a far capire cosa vuol trasmettere. Anche quando affronta argomenti più scontati, come nel pezzo “Voliamo”, la sua retorica, lo studio dei particolari e la descrizioni di tratti di vita di cui non ci rendiamo conto rendono il testo molto più profondo di quanto sia quello delle canzoni di molti big. Alcune frasi sono davvero molto belle. “Ho preso solo spine quando raccoglievo rose”. Ascoltalo dal link nella sua bio. Cosa ne pensi?


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