Nagìra


Nagìra, il terzo lavoro discografico del piemontese Mauro Carrero, può essere definito in buona parte un album di World Music, dove la varietà degli stili e il melting pot culturale rappresentano uno dei maggiori tratti caratterizzanti. Pur partendo ancora una volta dal territorio, con tre brani ispirati a Torino, il raggio si fa via via più ampio. Già dal brano di apertura, Fred, uno swing dedicato a Buscaglione, è evidente la commistione tra la musica e i rimandi all’America contenuti nel testo, ma con l’utilizzo del piemontese, fedelmente all’immaginario e all’epoca del protagonista. La quarta traccia è una ballata ispirata al fiume Tanaro, dopodiché si parte per un viaggio intorno al mondo e ai generi con Orangotango, un divertissement già evocato dal gioco di parole ma anche una danza tra il sensuale e l’aspetto animalesco del sesso.
Segue Jugoslavia, un brano in puro stile balcanico nato dalle suggestioni di frontiera, e da amicizie e frequentazioni dell’autore in quel di Gorizia. Con Canto dei naufraghi si balza invece alle atmosfere africane, dominate da percussioni e cori, per un testo dedicato alla tragedia dei morti nel Mediterraneo.

L’ottava traccia, Sogno di Natale, sembrerebbe quasi un corpo estraneo se non fosse stata scritta anch’essa, come il resto dei brani, in quella condizione particolarissima dell’isolamento in quarantena. Motivo che sta alla radice di quest’opera, cioè il viaggio immaginario consentito dalla fantasia. E’ proprio la canzone che dà il titolo all’album, infatti, che si incarica di esprimere tale idea, questa volta utilizzando gli stilemi della musica cubana. Segue ancora Saudade da cidade de Lisboa (quasi Fado), il cui titolo è sufficiente a ribadire il concetto. Infine l’album si chiude con Rinascerò, una ballata retta dal piano, dagli archi e dalla commovente tromba di Gianpiero Malfatto, un inno alla speranza concepito in un momento difficile per molti.

In Nagìra hanno collaborato: Mauro Carrero (voci, cori, pianoforte, tastiere, chitarre); Simone Barbiero (basso); Giuseppe Gullà (clarinetto); Gianpiero Malfatto (ottoni); Michele Lazzarini (sassofoni); Alberto Parone (batteria); Francesco Bordino e Beppe Rosso (arrangiamenti).

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