Sacra Nostalgia


L’eclettico Delio, paroliere e sonwriter Salernitano, dopo essersi cimentato nella stesura del suo primo romanzo “Il Grande Salto”, si affaccia sulla scena cantautorale italiana, ormai ingessata e popolata da artisti nati dai Talent, musicando alcuni suoi pensieri inseriti in un’attenta ricerca melodica.
Il suo E.P. di esordio non è solo un progetto fatto di musica e parole, ma di immagini, reali e mentali, che vanno dalla copertina ai luoghi fantastici in cui si viene trasportati dai testi. Testi ricchi e profondi, che vanno molto oltre la voce rude e cantautorale, talmente pieni e carichi da necessitare più passaggi per un corretto ascolto, anzi, per permettere la conversione dall’ “ascoltare” al “sentire”.

L’album si apre con Strana Città, intima ballata dall’impennata rock, che canta di un apolide in cerca del proprio posto al mondo, luogo non cercato ma quotidianamente reincontrato tra immagini che ritornano in tutto l’E.P. e vanno dalla Nostalgia alla evidente contrapposizione tra ricerca della Verità e cruda Realtà, tra ciò che la società ci chiede per essere parte del gioco e gli interessi più profondi che spesso non trovano ospitalità nelle banali conversazioni.
La seconda traccia è la romanticissima Guerrieri, ancora un ossimoro tra il titolo belligerante e l’immenso amore descritto in ogni parola del testo che fa trasparire quanto una relazione, quando in essere, fosse un “tutto eterno” ed ora che non c’è più non lascia un vuoto ma quella che, in termini comuni, è detta “consapevolezza”.

Sacra Nostalgia, che dà il titolo all’E.P., è il fulcro gnoseologico dell’intero progetto di Delio, ha l’ambizioso compito di disegnare la ricerca di una strada non segnata da altri, non obbligata, non scontata che riporti alla vera sostanza dell’essere con la fatica di dover tracciare un solco nuovo invece che percorrere strade già battute.
Il brano più intimista, Centro Lontano, chiude l’E.P. Quando, dopo aver cercato invano intorno le risposte, ci si ritrova nell’abisso di se stessi con una voglia di riemergere che solo dal profondo può partire, come la spinta dal basso di quando si tocca il fondo.
Restano fuori dal minialbum alcuni brani inediti che, per tempi di produzione, non sono stati ancora incisi ma troveranno posto nei live del songwriter salernitano. È il caso dell’attualissima “Troppo Tardi” dove si racconta della relatività e dell’inganno del tempo e degli appuntamenti importanti apparentemente “persi” poiché non è mai troppo tardi per poter ricominciare, bensì “non è tardi non è presto l’ora giusta è solo questa”.
Per Delio questo EP “è una scommessa… come lo è, del resto, la vita stessa”. Non ci resta, dunque, che scoprire dove ci porterà questo suo ulteriore “Salto” già dai prossimi live. Recensione di Floriana Frettella


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