Scale


Si intitola “Scale” il terzo estratto delle Lingue ed è disponibile sulle maggiori piattaforme digitali a partire da oggi venerdì 27 marzo. La band aquilana, dopo il lancio di “Umani” e “Regali”, avvenuto gli scorsi 22 novembre e 26 dicembre, è pronta a dare un ultimo loro assaggio prima di pubblicare il suo secondo disco “Umani”, atteso per il prossimo 8 maggio.

“Scale”, all’apparenza, può apparire come una canzone semplice e leggera, ma è ascoltandone il significato celato preziosamente tra le righe, che si possono comprendere le perplessità di una persona annoiata dalla struggente malinconia della vita quotidiana. Una vita quotidiana i cui tempi vengono ormai scanditi da una routine metodica e a tratti logorante ma che sembra difficile cambiare.

“Fare le scale mi distrugge”, è il leitmotiv che ritorna. Un lamento che rimbomba nelle orecchie di chi ascolta e che accompagna le strofe descrivendo intensamente un senso di pesantezza mentale e fisica.
Questa nostalgia a tratti aggressiva parte da alcune condizioni psicofisiche comuni, come l’aver bevuto troppo o il continuo starnutire a causa dell’allergia stagionale, per poi farsi sempre più acuta e sottile, andando a colpire il vero argomento del brano.
Le scale vanno a rappresentare, parola dopo parola, quel livello di sopportazione umano, ormai agli sgoccioli, nei confronti dei giudizi altrui, di coloro che parlano senza conoscere i fatti, di chi – con negligenza e menefreghismo – rema sempre contro.
Ma non solo. Come spiega la band: “Scale è anche la voglia di primavera, delle gonne che si alzano e delle gambe che si spogliano, dei cieli azzurri e delle schitarrate su un prato.
Scale è la voglia di mettere per un attimo da parte i problemi e concentrarsi sulle cose più leggere perché ogni tanto ad ognuno di noi serve respirare.”

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •