Two is a lie


Dopo l’esordio del 2013 con il complesso album “The Noble Art Of Denying Reality”, gli Under The Bed compiono in questo nuovo full-length un’operazione più sottile riuscendo a bilanciare l’aggressività e i tecnicismi delle origini con un’impostazione più orecchiabile e quasi “pop” che tuttavia non toglie spazio alle sperimentazioni sia sonore che di arrangiamento e songwriting.

Se nel primo album ogni canzone era un calderone di generi, qui il calderone è l’album intero, ove ogni brano si orienta con più decisione su un “umore” ben definito. Una lunga e potente altalena di emozioni che parte con un primo atto di violenza, dolore e intensità innegabili (i primi 5 brani sono da cardiopalma) per poi sfociare in toni più positivi, spensierati e per certi versi rilassati nella seconda parte. Il metal e il mathcore più sgangherato lasciano spazio a sonorità più rock, osando anche sprazzi di retrowave, pop-punk, dance, post-hardcore, e persino rap e swing. “

Two is a Lie” è un lavoro tanto convulso quanto denso e compatto: se con il disco di debutto erano riusciti a far sgranare gli occhi di molti affezionati del genere desiderosi di una proposta diversa, con questi 53 minuti di musica gli Under The Bed sono sicuramente riusciti a creare un prodotto che incanala l’originalità delle loro radici in un contesto ascoltabile sia da chi ama il metal, sia da chi preferisce sound meno “estremi”.


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