Giovanni Peirone e Gianni Priano


Giovanni Peirone, Albisolese trapiantato a Imperia, la città una e bina, cioè con due centri storici a qualche chilometro l’uno dall’altro, mescola memorie liguri Genova degli studi inclusa….scrivi circa 100 parole
Ama da sempre la musica (classica, jazz, folk, prog, rock, blues, bossa… insomma ogni genere che trovi genuino) e ha passato l’adolescenza a pane e cantautori.
Folgorato sulla via di Damasco dopo la maturità da un manuale geniale di Andrea Carpi ha iniziato a suonare, e dopo molti anni di stand by ormai uomo più che maturo ha preso parte a piccole formazioni (specie con la ben più giovane sodale Francesca Pilade, voce, basso e coautrice di tante avventure, incluso un concorso locale vinto).
Leggendo Priano (che non ama dirlo ma è uno che vince anche premi ed è stimato scrittore di saggi, prose narrative e poesie) non ha potuto che musicarlo, e sono emerse quelle radici multiformi, come poliedrici sono la città che abita, la sua vita, il mestiere di insegnante.

Gianni Priano abita a Genova Voltri, anzi: a Voltri. Perché per i voltresi Genova, annessa al loro comune da Mussolini, è Genova. Un altro posto. Che piace o non piace. Non è il “centro”. Per noialtri il “centro” è dal municipio, in piazza Gaggero. Esagero, un po’. Ma poi non tanto. Mi è simpatico questo voltrismo di noi voltresi? No. Anche perché voltrese poi lo sono per metà. Da parte di padre. La terra matria è, invece, basso piemontese. Ovada. Anzi: Molare. Anzi: Madonna delle Rocche. Anzi: Borgo Peruzzi. Così mi diverto a dire che abito a Voltri ma vivo in Piemonte. Che equivale (forse) a dire che mi abita il padre ma mi vive la madre. Entrambi morti. Sono abitato e vissuto da morti. C’ entra questo con quello che scrivo? Bè, direi che c’entra solo questo. Che ogni mio librino, siano poesie o prose, è un pretesto per dire questo. Librini di poesie e prose: fino a ieri. Da oggi anche canzoni o, meglio, poesiette che Giovanni Peirone, colto musicista, ha fatto diventare canzoni. Di nicchia. Di stranicchia. Di tana carbonara. Sentirete che roba.

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