Pier Paolo un ragazzo “fuori dagli schemi”, molto spesso ciò che pensava non era mai ciò che diceva, ma non per una censura o per non far rimanere male qualcuno, ma perché il suo cervello pensava troppo veloce e questo suo “essere diverso” dai suoi coetanei lo portava ad impappinarsi, balbettare, sbiascicare e ad invertire le lettere delle parole quando parlava.
Questa sua “diversità” lo faceva sentire sempre giudicato dai suoi coetanei ed avere un’ansia continua fino al punto di comunicare maggiormente con i gesti, un ampio contatto alcune volte eccessivo, l’essere vivace per compensare al non riuscire ad esprimersi correttamente.

Durante il periodo della quarantena si è messo in gioco sfidando sé stesso, definendo il periodo come: “tristemente meraviglioso, pensare a quanto un qualcosa di così piccolo e invisibile possa creare questo silenzio.”
Ha cancellato tutto il passato, scrivendo molto, ed ha iniziato a pensare in modo diverso ed una volta uscito dal lockdown ha sentito la necessità di trovare un nuovo nome per la sua carriera artistica, scegliendo il nickname “Pier”.
