FOREVER di Francesco Bianconi, l’album solista del cantante dei Baustelle


Date: Ott 16 to Ott 16

Length: All day.


Francesco Bianconi va solista. Il leader dei Baustelle, infatti, ha annunciato che “Forever”, l’atteso primo album senza la band uscirà il prossimo 16 ottobre. L’album è descritto, come “un lavoro minimale e puro in cui il cantautore ha deciso di mettersi in gioco spogliandosi di sovrastrutture e concentrandosi sulle canzoni”

L’atteso primo album senza la band uscirà il prossimo 16 ottobre. L’album è descritto, nella nota stampa, come “un lavoro minimale e puro in cui il cantautore ha deciso di mettersi in gioco spogliandosi di sovrastrutture e concentrandosi sulle canzoni”. Sarà interessante capire fino a che punto si spingerà, musicalmente, il cantante, che metterà la sua poetica a disposizione di questa nuova idea. Un’idea che avremmo potuto ascoltare già qualche mese fa, nell’aprile del 2020, data prevista per l’uscita, ma rimandata a causa della pandemia di Covid-19 che ha portato molti artisti a far slittare le uscite discografiche.

Il nuovo album anticipato da “Il bene” e “L’abisso”:

Dieci nuovi brani per Bianconi, una delle personalità più influenti per il pop italiano degli ultimi anni, anticipati dall’uscita di due singoli, “Il bene” e “L’abisso”.

Prodotto da Amedeo Pace, fondatore della band italo americana dei Blonde Redhead e registrato ai World Studios di Bath, questo lavoro è descritto come “scarno negli arrangiamenti e senza la tradizionale ritmica basso-chitarra-batteria concepito con l’idea di usare la voce come unico elemento percussivo e con la presenza, nel tessuto di base di ogni pezzo, di un quartetto d’archi, il Quartetto Balanescu ensemble, e di due pianisti Michele Fedrigotti e Thomas Bartlett che si alternano nell’esecuzione dei brani”.

“Dopo due lavori massimalisti e pop con i Baustelle, avevo voglia di tornare a qualcosa di più minimale e puro – ha raccontato il cantante -. Mi sono messo a riascoltare ‘Desert Shore’ di Nico e certi altri dischi caratterizzati dal fatto che a dominare la scena fossero pochi elementi. A volte, due soltanto: la voce e uno strumento di accompagnamento. Ho pensato che a quasi cinquant’anni e mettendomi per la prima volta in gioco da solo mi sarebbe piaciuto fare un disco così, concentrandomi sulla purezza e sulla canzone più che sulle sovrastrutture che le mode del momento, l’età e la cultura a volte impongono”.

Foto in copertina di: Max&Douglas