Semplice come Bere


Sotto il segno dei Pesci e all’ombra della Mole Antonelliana, Enrico De Santis sta seguendo un personalissimo percorso artistico: canta e suona le canzoni che scrive e i suoi testi raccontano di amore, rabbia e nostalgia.

Attratto dalle diverse sonorità contemporanee, ha iniziato il suo viaggio musicale partendo dai cantautori e dalla lezione di Mogol e Battisti, poi l’incontro con Afterhours, Marlene Kuntz, Moltheni e con altri protagonisti della scena del rock alternativo italiano.

E se non ci fossero stati i Radiohead di The Bends tutto sarebbe stato certamente diverso. In dimensione full band o in acustico, chitarre tiratissime o dolci ballate, a battere il tempo è sempre e solo la voglia di arrivare prima al cuore e poi alla testa di chi ha deciso di ascoltarlo

Cambi più tu in un secondo che il resto in un giorno…

Semplice come bere è un walzer rock. Bar di notte, banconi di legno, sedie vuote, bicchieri. Pensieri battenti, messaggi per incontrarsi, voglia e pentimenti. La città fuori è la scenografia di una storia di attese. Il tempo in 3/4 scandisce una musica in cui le chitarre elettriche accompagnano a passo di danza parole che evocano un’atmosfera calda e notturna con gli archi che avvolgono la canzone mentre la batteria suona dura e forte. Il tempo è protagonista nella musica e, con la T maiuscola, del senso del brano. Fino al momento dell’incontro che cambia tutto ma lascia in bocca il sapore dolce-amaro di una solitudine condivisa.

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