The Wandering Angel


In un periodo epocale come questo ascoltare musica può essere un ancora di speranza ed un modo sano per divagarsi. La musica, tutta, non tradisce mai, è sempre con noi e ben venga anche quella di nuovi artisti che ci fanno ascoltare qualcosa di diverso.
I Silver Nightmares si formano a Palermo nel 2018 con Gabriele Esposito (basso), Alessio Maddaloni (batteria) e Gabriele Taormina (tastiere). Iniziano subito a registrare materiale proprio, in un misto fra suoni Hard, Metal e Prog con influenze Genesis, Dream Theater, Opeth, Foreigner e Judas Priest. Tanta carne al fuoco dunque e lo stile proposto ne viene inevitabilmente contagiato. “The Wandering Angel” è l’ep d’esordio, e narra di un uomo che nella vita perde la sua strada spirituale. Dicono gli artisti nella loro bio: “Un angelo errante, proveniente da una stella lontana, la stella della vita, cade giù dal cielo ed inizia il proprio percorso di contaminazione sulla terra. Eroi del passato, personaggi impavidi e scaltri del presente, ma il vero metro della sua ricerca sarà il viaggio nell’universo…”.

Per le registrazioni delle sei canzoni contenute nell’album si avvalgono dell’ausilio di special guest locali come Simone Bonomo (voce), Michele Vitrano (voce), Mimmo Garofalo (chitarra), Tody Nuzzo (chitarra), Davide Severino (tromba) e “Ace of Lovers” Giulio Maddaloni (flauto). Ed è proprio la tiltle track “The Wandering Angel” ad aprire l’album, un AOR leggero con i piedi su due staffe, gli anni ’80 ed il Prog di oggi. La ricerca per le melodie la fa da padrona, bella la voce e semplici le parti strumentali. Più ricercate le partiture corali, ben curate e vera sorpresa del brano, arricchito nel finale da un breve e gustoso assolo di chitarra elettrica. I Porcupine Tree fanno capolino. “D.D. (Dick Dastardly)” è un personaggio dei cartoni animati di Hanna & Barbera, il pilota di aerei cattivo che non riesce mai a prendere quel maledetto piccione! Giocoso anche il brano nell’incedere, arricchito dai fiati, tromba e flauto, uno dei momenti più Prog dell’album con cambi di tempo e viaggi fra gli strumenti. Le tastiere colloquiano a dovere con le chitarre e tutto sembra svanire in un lampo. Qui il gruppo palesa l’alchimia che esiste fra i componenti, pur essendo una band giovane e ai primi passi.

Elettronica apre “Light Years Away”, il suono s’ indurisce nuovamente , la ricerca vocale e gli effetti su di essa fanno inevitabilmente venire alla mente “Rage For Order” dei Queensryche, ancora una volta a sottolineare la cultura musicale dei componenti. Si ritorna al Prog con gli arpeggi ed il flauto di “David The King”, quasi un occhiata al Folk del passato. Ancora una volta la prova vocale è notevole per interpretazione e dedizione.
Per “Dame Nature” mi riallaccio a “Light Years Away” e posso definitivamente dire che finalmente in Italia una volta tanto si può ascoltare una buona voce, solitamente pecca delle nostre band. Qui in alcuni momenti si fa il verso a Messiah Marcolin (Candlemass) e a Geoff Tate (Queensryche). A mio gusto personale è il brano migliore dell’ep, anche strumentalmente parlando.Si chiude con la versione Radio Edit di “The Wandering Angel”.
Nulla da aggiungere, solo complimenti per il carattere e la voglia di esprimere una musica che oggi è quasi d’élite, ma evidentemente anche il suo futuro è in buone mani.
Largo ai giovani. MS

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